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da Santa Francesca (Veroli – FR) alla Certosa di Trisulti (Collepardo – FR)
A Santa Francesca è ancora visibile la grande Dogana Pontificia, all’attuale n. 42 della via omonima. Vi si giungeva dal Regno percorrendo la carrozzabile da Sora.
Nell’edificio venivano espletati diversi uffici: si immagazzinavano le merci che dovevano essere esportate o importate.
Qui venivano controllate e si pagavano i dazi imposti e i diritti. Infine, veniva apposto il “timbro” lascia-passare. All’interno erano ospitati diversi addetti e un corpo di doganieri che controllavano il corretto svolgimento delle operazioni.
A Santa Francesca, Chiavone era sempre ben accolto, potendo contare sulla complicità del Direttore della Dogana. Poco più in là sul percorso, nel villaggio montano di San Nicola (oggi Civita di Collepardo) si intratteneva con i capibanda stranieri in banchetti all’ombra di una pergola.
Il punto d’arrivo è la maestosa Certosa di Trisulti, luogo assolutamente da visitare che con il suo circostante bosco di lecci fu uno dei rifugi preferiti dei briganti. Da non perdere i piccoli eremi di San Domenico e della Madonna delle Cese, posti nelle vicinanze.
Descrizione: Questa tappa si snoda attraverso una salita che conduce verso Civita di Collepardo, un borgo medievale arroccato tra le montagne. Il percorso si svolge lungo antichi sentieri utilizzati dai pastori e dai briganti. Civita è famosa per i resti dell’antico monastero femminile situato sulla collina opposta alla Certosa di Trisulti. Chiavone si avventurava spesso in questi territori alla ricerca di rifugi sicuri.
Punti di interesse: La dogana pontificia di S. Francesca, l’eremo di S. Cesareo, il borgo di Civita di Collepardo, la Chiesa di San Nicola, il Ponte dei Santi, il Fiume, la Madonna delle Cese, la Certosa di Trisulti, con la badia di S. Sebastiano e l’eremo di S. Domenico nelle vicinanze.
La Certosa è aperta e visitabile dal 15 aprile al 15 ottobre dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00 mentre dal 16 ottobre al 14 aprile dalle 10:00 alle 16:00. Non è possibile soggiornare all’interno né acquistare cibo. Per il pernotto bisogna rivolgersi alle strutture di Collepardo oppure di Civita di Collepardo. Per raggiungere Collepardo o Civita, se non si vuole farlo a piedi, sono disponibili pochissime corse giornaliere di bus, oppure occorre chiamare i gestori delle strutture locali che offrono il servizio navetta, specificate più avanti.
Lunghezza: 13 km
Dislivello: 600 m positivo, 250 m negativo
Difficoltà: media
Tempo percorrenza: 5 ore
Servizi: Punti acqua a S. Francesca, Civita di Collepardo, Certosa di Trisulti e lungo il percorso; Pernottamento a S. Francesca e Civita di Collepardo; Punti ristoro a S. Francesca, Civita di Collepardo e lungo il percorso. N.B. Alcune strutture ricettive mettono a disposizione servizio navetta da e per la Certosa di Trisulti, punto tappa.
In MTB: Il percorso è specifico da Civita di Collepardo fino alla Certosa di Trisulti, in quanto si deve percorrere la strada provinciale 224, andata e ritorno, con rientro a Civita.
Eventi tradizionali locali: Notte di S. Giovanni (Collepardo, 23 giugno); festa della Madonna del Sacchetto (Civita di Collepardo, seconda metà di agosto).
Dove timbrare il lasciapassare a L’Antera: Info-point. Biblioteca storica del lupo (339.1321283); 20. Il Belvedere sull’Aia (379.3762755); 22. Casa Armonia Home Restaurant (Rita 351.9938315).
Note: La tappa successiva, dalla Certosa di Trisulti a Zompo lo Schioppo, è classificabile EE (per escursionisti esperti), pertanto, chi volesse potrebbe optare per seguire il percorso più comodo dedicato alle MTB fino al rifugio di Pietra Acquara. Nel caso, una volta arrivati alla Certosa si consiglia di rientrare a Civita a piedi seguendo il percorso specifico per le MTB, come sopra descritto.

